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IRCCS Ospedale Oncologico di Bari

Segnalazione Illeciti

SCOPO

La legge 190/2012 ha introdotto nel nostro ordinamento un sistema organico di prevenzione della corruzione che prevede, tra l’altro, la tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti (c.d. whistleblower). La norma tutela il pubblico dipendente che denunci all’autorità giudiziaria, alla Corte dei conti o al proprio superiore gerarchico, condotte illecite di cui sia venuto a conoscenza in ragione del rapporto di lavoro, impedendo che lo stesso possa essere sanzionato, licenziato o sottoposto ad ogni tipo di discriminazione in ragione della denuncia. Il procedimento per la gestione delle segnalazioni ha come scopo precipuo quello di proteggere la riservatezza dell’identità del segnalante in ogni fase (dalla ricezione alla gestione successiva), anche nei rapporti con i terzi cui l?amministrazione o l’A.N.AC. dovesse rivolgersi per le verifiche o per iniziative conseguenti alla segnalazione. L’obiettivo del presente strumento consiste, dunque, è quello di incoraggiare i dipendenti pubblici a denunciare gli illeciti di cui vengano a conoscenza nell’ambito del rapporto di lavoro e, al contempo, a garantirne un’efficace tutela.

La Denuncia può essere effettuata on line cliccando sul pulsante "modulo on line" oppure compilata scaricando il modulo pdf, cliccando sul pulsante "modulo pdf" e poi imbucandola nella apposita cassetta postale posta al terzo piano della palazzina Uffici di questo Istituto.

Domande Frequenti:

CHI PUO’ SEGNALARE ILLECITI?

l’art. 54-bis si riferisce specificamente a dipendenti pubblici che, in ragione del proprio rapporto di lavoro, siano venuti a conoscenza di condotte illecite
COME E’ COSTRUITO IL SISTEMA DI GESTIONE DELLE SEGNALAZIONI?

L’amministrazione, nel gestire la tua segnalazione, ha prestato le opportune cautele al fine di: identificare correttamente il segnalante acquisendone, oltre all’identità, anche la qualifica e il ruolo; separare i dati identificativi del segnalante dal contenuto della segnalazione, prevedendo l’adozione di codici sostitutivi dei dati identificativi, in modo che la segnalazione possa essere processata in modalità anonima e rendere possibile la successiva associazione della segnalazione con l’identità del segnalante nei soli casi in cui ciò sia strettamente necessario; non permettere di risalire all’identità del segnalante se non nei casi in cui sia l’Autorità Giudiziaria a richiederlo; mantenere riservato il contenuto della segnalazione durante l’intera fase di gestione della stessa. A tal riguardo si rammenta che la denuncia è sottratta all’accesso di cui all’art. 22 e seguenti della legge 241/1990 e all’accesso genralizzato. Naturalmente la garanzia di riservatezza presuppone che il segnalante renda nota la propria identità.
DEVO IDENTIFICARMI? PUO’ ESSERE EFFETTUATA UNA SEGNALAZIONE ’ANONIMA’?

NON rientra, dunque, nella fattispecie prevista dalla norma come «dipendente pubblico che segnala illeciti», quella del soggetto che, nell’inoltrare una segnalazione, non si renda conoscibile. In sostanza, la ratio della norma è di assicurare la tutela del dipendente, mantenendo riservata la sua identità, SOLO nel caso di segnalazioni provenienti da dipendenti pubblici individuabili e riconoscibili. Tuttavia prenderemo in considerazione anche le segnalazioni ANONIME SOLO ove queste siano adeguatamente circostanziate e rese con dovizia di particolari, ove cioè siano in grado di far emergere fatti e situazioni relazionandoli a contesti determinati.
A CHI ARRIVA LA MIA SEGNALAZIONE?

SOLO al Responsabile della prevenzione della corruzione, a cui è affidato il delicato e importante compito di proporre strumenti e misure per contrastare fenomeni corruttivi. Egli è, dunque, da considerare anche il soggetto funzionalmente competente a conoscere di eventuali fatti illeciti al fine di predisporre, di conseguenza, le misure volte a rafforzare il Piano di prevenzione della corruzione, pena, peraltro, l’attivazione di specifiche forme di responsabilità nei suoi confronti. il Responsabile della prevenzione della corruzione - prende in carico la segnalazione per una prima sommaria istruttoria. - Se indispensabile, richiede chiarimenti al segnalante e/o a eventuali altri soggetti coinvolti nella segnalazione, con l’adozione delle necessarie cautele; Nel caso si ravvisino elementi di non manifesta infondatezza del fatto, il Responsabile inoltra la segnalazione (SENZA RIFERIMENTI che possano rivelare l’identità del segnalante) ai soggetti terzi competenti - anche per l’adozione dei provvedimenti conseguenti - quali: il dirigente della struttura in cui si è verificato il fatto per l’acquisizione di elementi istruttori, solo laddove NON vi siano ipotesi di reato; l’ufficio procedimenti disciplinari, per eventuali profili di responsabilità disciplinare; l’Autorità giudiziaria, la Corte dei conti e l’A.N.AC., per i profili di rispettiva competenza. La tutela della riservatezza del segnalante VIENE garantita anche nel momento in cui la segnalazione viene inoltrata a soggetti terzi.
CHE TUTELE HA IL SEGNALANTE?

Il dipendente che segnala condotte illecite è tenuto esente da conseguenze pregiudizievoli in ambito disciplinare e tutelato in caso di adozione di «misure discriminatorie, dirette o indirette, aventi effetti sulle condizioni di lavoro per motivi collegati direttamente o indirettamente alla denuncia». La norma, in sostanza, è volta a proteggere il dipendente che, per via della propria segnalazione, rischi di vedere compromesse le proprie condizioni di lavoro. Come previsto dall’art. 54-bis, co. 1, del d.lgs. 165/2001 la predetta tutela, tuttavia, trova un limite nei «casi di responsabilità a titolo di calunnia o diffamazione o per lo stesso titolo ai sensi dell’art. 2043 del codice civile». Per ogni chiarimento rivolgiti al Responsabile della Prevenzione della Corruzione


Francesco Pacoda - IRCCS Bari